Daniele Pigoni si presenta con un'antologica che ripercorre le tappe fondamentali del suo percorso artistico, utilizzando lo strumento del viaggio come base ideativa per le sue opere. La fascinazione di paesi lontani, come gli Stati Uniti o come la Thailandia e la Turchia, è racchiusa, non soltanto oggettivamente, ma anche metaforicamente, nella mappa creativa dell'artista. Nei suoi quadri si colgono profumi e atmosfere che si materializzano con un uso calibrato di legni gessati, acrilici e lamine metalliche. Ampie campiture dorate con fazzoletti rossi si alternano a piccole sagome o lunghe scie stradali e fluviali finemente incise. Nelle ultime opere, che si ispirano ad Istanbul, le figure mostrano una visibilità più angosciata, in un'analisi che assume connotazioni sociali e politiche. Ricorrente è l'uso dei simboli che significa spesso rottura rispetto al figurativo e viatico per meglio cogliere l'essenza del rappresentato.
Lungi dal ricercare facili compiacimenti decorativi, Daniele Pigoni offre una prova di maturità anche nella scelta, sempre attenta, delle soluzioni cromatiche e formali.
Infine, è da sottolineare che a molti lavori si accostano pensieri e riflessioni, vero taccuino di viaggio che accompagna l'opera d'arte e la arricchisce di significato.
NOTE BIOGRAFICHE
Nato nell'ottobre del '65 a Sondrio. Dopo la maturità scientifica, ed una breve parentesi universitaria, si dedica a tempo pieno all'attività di arrampicatore sportivo che lo porta a frequentare pareti italiane ed estere, alla ricerca di un percorso sempre più personale che si esaurirà con l'apertura di alcune vie di elevata difficoltà nella zona della Val Masino.
Cercando un nuovo ambito di ricerca che definisce egli stesso "un irrefrenabile richiamo della materia", nel '93-'94 si specializza in restauro del mobile e doratura, a cui seguirà l'attività di insegnante presso alcune comunità terapeutiche in provincia di Sondrio.
In questo periodo comincia ad utilizzare materiali e metodi di lavorazione propri al restauro, per la creazione di opere di grandi dimensioni nate dall'esigenza di rielaborare le esperienze vissute nei numerosi viaggi negli Stati Uniti, in Australia, in Nepal.
Nel 2000 tiene la sua prima mostra personale assieme all'artista valtellinese Regina Lippl, presso la sede della biblioteca di Ponte in Valtellina. Tema della mostra interattiva: "Dall'artigianato all'arte".