Sondrio 

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Fondazione Credito Valtellinese MOSTRA PRESEPI DAL MONDO
Sede: Galleria Credito Valtellinese
Palazzo Sertoli, p.zza Quadrivio 8, Sondrio
Palazzo Pretorio Piazza Campello, Sondrio
Durata mostra: 17 dicembre 1999 - 22 gennaio 2000
Orario: Lunedì-venerdì, ore 10.00-12.30, 15.00-19.00
Sabato, ore 10.00 - 12.00
Chiuso festivi
Inaugurazione: giovedì 30 novembre, ore 18.00
Catalogo: Edizioni Credito Valtellinese

La Fondazione Credito Valtellinese intende festeggiare il Natale di fine millennio offrendo, nella propria Galleria di Palazzo Sertoli, e a Palazzo Pretorio, in Sondrio, un'ampia panoramica sull'evoluzione della tradizione del presepe nel mondo, indagando tanto il costume delle aree economicamente sottosviluppate, come quello dei Paesi più progrediti.

La selezione volta ad illustrare le espressioni dell'artigianato cosiddetto povero, si propone l'obiettivo di riaccostare il pubblico al primitivo significato simbolico del presepe, sulla cui origine ancora oggi si discute, divisi tra chi sostiene sia stato San Francesco d'Assisi ad allestire il primo presepe vivente, a Greccio, nei pressi di Rieti, e chi attribuisce il "prototipo" ad Arnolfo di Cambio, che nel 1289 scolpì per la basilica romana di Santa Maria Maggiore, otto splendide statue di marmo raffiguranti la Vergine con il Bambino, San Giuseppe, il bue e l'asinello, i tre Re Magi, secondo l'iconografia divenuta classica. I cento presepi esposti, provenienti da ogni parte del mondo, dalla Cina al Brasile, dall'Austria al Cile, dal Messico alla Spagna, alla Polonia, al Guatemala, sono realizzati con materiale vario, spesso associato in combinazioni di sorprendente originalità ed eleganza: terracotta e cristallo, cartapesta e argento, avorio e legno, ceramica e bronzo, vetro e scagliola, pane, guscio d'uovo e di noce, foglie di banano; tanto da rendere vana la questione dell'appartenenza o meno di questi manufatti alla categoria estetica dell'opera d'arte.

Sorprendente la ripetitività dello schema compositivo, che si mantiene perlopiù inalterato, ad eccezione di leggere varianti nella tipologia dei personaggi rappresentati, o nella scala gerarchica, fortemente indicative di abitudini sociali, di tradizioni folkloristiche, o di modalità nel sentire religioso profondamente differenti.

Come differenti sono i materiali utilizzati anche in zone geografiche limitrofe.

Basti considerare le caratteristiche che separano in Italia i presepi siciliani da quelli napoletani, molto noti ai cultori del genere, che raggiunsero il massimo splendore nel '700 sotto il regno di Carlo III di Borbone. O addirittura all'interno della stessa Liguria, quelli di Savona dai corrispettivi di Genova.

Il presepe, insomma, termometro della storia di una civiltà: così il presepe genovese mutò sembianze e materiali tramontato il vecchio ceto dominante, sotto i colpi della Rivoluzione Francese. Vi fu l'avvicendamento del legno alla terracotta, e da una produzione prettamente industriale si passò ad una lavorazione "casalinga".

Per informazioni al pubblico: Galleria Credito Valtellinese, Tel. 0342.522.738
Email: creval@creval.it

 


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