Sondrio 

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VARLIN
 
 
Sede: Galleria Credito Valtellinese, Palazzo Sertoli
Sondrio, Piazza Quadrivio n. 8

Museo valtellinese di storia e arte, Palazzo Sassi de' Lavizzari
Via Maurizio Quadrio n. 27

Inaugurazione: giovedì 17 dicembre 2009 ore 18,00
Sala dei Balli, Palazzo Sertoli
Durata mostra: 18 dicembre 2009 - 27 marzo 2010
Orari: da martedì a venerdi h. 9.00-12.00/15.00-17.00
sabato e domenica h. 10.00-12.00/14.00-17.00
chiuso il lunedì
Ingresso: libero
Visite guidate: su prenotazione al numero +39 0342.522.645
Visita virtuale: con il tuo videofonino tramite il sistema QR-Code
istruzioni | http://www.valtellina.mobi/varlin/
Informazioni al pubblico: Galleria Credito Valtellinese Tel +39 0342.522.738
e-mail: galleriearte@creval.it
 
  • CARTELLA STAMPA
  •                       Sponsor tecnico
    Museo Valtellinese di Storia e Arte        Andy Times

    Mostra prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese
    in collaborazione con l'archivio Varlin

    A cura di Philippe Daverio


    SPECIALE TV 
    L'invito Il manifesto

    “In ogni caso un saluto all’opera matura. Ai quadri nati in pochi anni a Bondo e che costituiscono una conclusione grandiosa non solo di una vita artistica, ma che fanno parte delle opere più commoventi ed impressionanti che l’arte svizzera abbia prodotto nel Novecento”. In totale sintonia col giudizio espresso da Hugo Loetscher, il Credito Valtellinese e il Comune di Sondrio hanno il piacere di accogliere presso le loro sedi espositive una selezione dei dipinti che, scelti da Patrizia Guggenheim sotto la supervisione critica di Philippe Daverio, vanno ben a rappresentare il vasto corpus di opere che il pittore zurighese Varlin realizzò negli anni - estremi e più fecondi - della sua permanenza a Bondo, nella vicina Bregaglia. Una mostra, dunque, che vuole riallacciarsi indirettamente all’esposizione del 2005 Alberto Giacometti – Percorsi Lombardi, proponendo al pubblico un altro grande protagonista dell’arte contemporanea che può vantare forti legami con la realtà alpina: in questo caso, tuttavia, si è scelto di porre l’accento sui rapporti che intercorrono tra la pittura di Varlin e le avanguardie europee, con una particolare attenzione alle connessioni con il panorama artistico e culturale transalpino. Il percorso espositivo propone, inizialmente, alcune opere relative all’aspro ambiente geomorfologico della val Bregaglia: oltre alle peculiarità territoriali, in mostra sono presenti anche numerosi dipinti che testimoniano l’attenzione del pittore per il contesto culturale e sociale bregagliotto, come dimostra l’ironico Hommage à Segantini (si ricordi, infatti, che il grande pittore trentino trascorse l’ultimo decennio della sua esistenza tra Maloja e Soglio), oltre agli affettuosi ma pungenti ritratti degli amici svizzero tedeschi (Schröder, Dürrenmatt, Frisch…) e degli eccentrici intellettuali italiani (Corbetta e Testori), senza dimenticare le vivaci “istantanee” dedicate ai propri amici (Die Völlerei). Altri nuclei tematici di estrema rilevanza risultano legati al contesto famigliare e domestico, e nello specifico si tratta di dipinti dedicati alla moglie Franca, alla piccola Patrizia, alla madre anziana, alla gemella Erna e alla cagnetta Zita…Una sintetica ma preziosa selezione di paesaggi si propone poi di rendere giustizia alla fortunata definizione che un celebre saggio critico fornì del pittore, definendolo Ultrillo a Wollishofen (dal quartiere di Zurigo dove il pittore risiedeva): dagli inquieti vagabondaggi attraverso l’Europa, Varlin ricavò innumerevoli e originale vedute, tra cui possono essere ricordate quelle zurighesi e parigine. Il percorso espositivo viene ulteriormente arricchito da un apparato documentario del tutto originale, in quanto il materiale fotografico in mostra è quasi completamente inedito, compresi alcuni preziosi scatti di Ernst Scheidegger. Il catalogo raccoglie, oltre ad un consistente corredo iconografico e ai testi ormai storici di Dürrenmatt e Testori, anche un saggio di Philippe Daverio, oltre ad un contributo inedito di Natalia Corbetta. “Pronunciato il nome di Bacon, messa accanto la sussultante, stremata solitudine di Giacometti, s’è finalmente composta, secondo giustizia, la triade o trinità dei veri, grandi protagonisti in figura della generazione che, qui in Europa, è nata nel primo decennio del secolo. Col vantaggio, per chi ami i viaggi in terre poco battute, che il nostro Varlin resta ancora tutto da scoprire; magari da rivoltare; certissimamente da rivelare”. (G. TESTORI)

     

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